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Home page > Turismo > Ghiaccio e fuoco
  

La natura di ghiaccio e fuoco

Persino il nome stesso di Islanda è un paradosso. Naturalmente c’è ghiaccio – è il più vasto ghiacciaio d’Europa – ma anche una delle più estese e calde zone geotermiche del globo. L’Islanda è soprattutto una terra di contrasti: vulcani e sorgenti calde a fianco di ghiacciai; soffice erba e muschio a fianco di deserti di sabbia nera, campi di lava e rocce spoglie; vette maestose, profonde vallate e precipizi abissali; 

 

inverni rigidissimi ed estati idilliche, quando il sole non tramonta mai. La terra stessa crea un altro contrasto, quello con il mare, linea di separazione e al medesimo tempo di congiungimento con il mondo esterno, mezzo numero uno di sostentamento per gli abitanti di questa nazione. Tutto paradossale come gli islandesi stessi, che hanno scelto di vivere ai limiti del mondo abitabile, fortemente consci delle proprie radici e tradizioni, ma proiettati e già inseriti nel moderno mondo tecnologico.

 

 

  

Un insolito focolaio

Il vulcano dell’Hekla ha sempre suscitato grande terrore agli islandesi, e nel Medioevo era considerato la porta dell’Inferno. Ancora oggi nessuno si avventurerebbe nel suo interno, data la costante attività eruttiva. Ma tali eruzioni rientrano nello standard islandese, laddove i 200 vulcani conosciuti eruttano ad una media di uno ogni quattro anni. 

Formatosi “solamente” 16-20 milioni di anni fa, l’Islanda è il più giovane paese d’Europa. La sua propaggine più “nuova” ha poco più di trent’anni – si tratta dell’isolotto di Surtsey, che apparve all’improvviso al largo della costa meridionale, in seguito ad un’eruzione sottomarina, nel 1963, e che ha già cominciato ad essere colonizzata da forme vegetali semplici. La ragione di tutto ciò? L’Islanda giace a cavallo delle due placche terrestri, facendo da ponte fra Europa e Nord-America, e le placche si allontanano l’una dall’altra al ritmo di 1 cm. all’anno.

 

Chi ha messo il ghiaccio in Islanda?

Il freddo nome di Islanda – “Terra del ghiaccio” – data indietro nel tempo, allorquando un vichingo deluso, sulla via del ritorno dopo un inverno invivibile nell’isola appena scoperta, scorse degli iceberg in un fiordo e battezzò in tal modo l’isola, allo scopo di scoraggiare possibili colonizzatori. Ma c’è un grano – gelato – di verità nel nome – la fredda realtà che circa un nono dell’Islanda è permanentemente 

 

ricoperto dai ghiacciai eterni. La calotta immensa di Vatnajökull, costituisce il più vasto ghiacciaio d’Europa (8.400 km2), e ricopre per buona parte vulcani attivi. Il più famoso dei ghiacciai islandesi è però senza dubbio lo Snæfellsjökull, che domina l’omonima penisola della costa occidentale, visibile persino da Reykjavik nelle giornate serene. A lungo considerato fatato, il ghiacciaio venne scelto da Giulio Verne come punto di partenza del suo immortale “Viaggio al centro della terra”.

 

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Aggiornato il 17-04-2016